
COSMO SALLUSTIO Magia della Realtà
Roma La Vaccheria Via Giovanni L’Eltore, 35 6 – 28 giugno 2026
A cura di Marco Nocca e Monica Sallustio
Inaugurazione sabato 6 giugno 2026 ore 18.00
La mostra “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà” ospitata presso La Vaccheria di Roma dal 6 al 28 giugno 2026 vuole far conoscere anche al grande pubblico attraverso una quarantina di opere – molte delle quali inedite ed esposte per la prima volta a Roma – tra olii, disegni, acquarelli, tecniche miste, chine e sculture, l’opera di questo artista nato a Molfetta nel 1930 e morto a Roma nel 2010.
L’esposizione, dopo il successo della mostra tenutasi a Bergamo nel 2024 presso la galleria Ceribelli in occasione del 25esimo anno del Festival di Cultura La Milanesiana, ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, alla quale si deve, insieme a Vittorio Sgarbi, la riscoperta di Cosmo Sallustio, si avvale del Patrocinio del Municipio IX Roma Eur di Roma Capitale in collaborazione con Aurorart. La cultura al centro, Main Sponsor Fondazione Elisabetta Sgarbi. La mostra, a cura di Marco Nocca e Monica Sallustio, sarà inaugurata sabato 6 giugno 2026 alle ore 18.00 alla presenza di Titti Di Salvo, Presidente Municipio IX Roma Capitale.
“L’ho guardato nei suoi quadri accompagnati da lunghe didascalie illustrative, e ho provato a collocarlo nel tempo e nello spazio: anni trenta? Anni quaranta? Anni cinquanta? No. Attivo nel Nord? A Roma? Nel Meridione? Mah. I riferimenti più plausibili sono maestri rari e indipendenti, come Cagnaccio di San Pietro, Ubaldo Oppi, Antonio Donghi, Riccardo Francalancia, Dyalma Stultus, Giannino Marchig, Cencio de Stefani, Dino Martens: sono artisti che io ho cercato nelle pieghe della storia e, probabilmente, in parte sconosciuti a Sallustio. Diversi tra loro, hanno in comune con lui la libertà di invenzione di soggetti fantastici, per composizione e disobbedienza. Sono tutti, in senso lato, realisti, ma di quel realismo magico che altera la realtà e li avvicina ad alcuni grandi, riconosciuti e distinti, maestri di quella che in Germania si chiama “Nuova oggettività” (Neue Sachlichkeit), affine al movimento di “Valori plastici”.” (V. Sgarbi).
La mostra
La figura di Cosmo Sallustio è quella di un artista poliedrico e complesso. Nato in Puglia, dopo gli studi classici si sposterà a Roma nel 1958 dove prenderà l’abilitazione per l’insegnamento. Sarà la sua attività lavorativa principale vissuta con grande passione e dedizione. Ha lasciato molte pagine nelle quali riflette anche sul mondo che gli stava attorno, una società per lui troppo ricca di cose, ma povera di valori e sempre più legata alla costruzione in serie e al profitto. La perdita dell’artigianalità era per lui una sconfitta per l’uomo.
Il percorso artistico di Cosmo Sallustio rappresentato nella mostra romana è caratterizzato in un primo momento da esercizi di stile, mettendo in pratica le sue conoscenze artistiche di tecniche e di stili: disegni a china, matita ed acquarello, tavole ad olio di grande e piccolo formato, sculture in cartone ed in metallo zincato. Sul finire degli anni Settanta, integra a questo la tematica religiosa, narrata attraverso parabole e passi del Vangelo dove i personaggi sono ricchi di quella simbologia che svela l’io più profondo dell’artista.
Gli anni Novanta segnano un’ulteriore evoluzione delle tematiche all’interno della sua opera, l’attualità e la politica lo stimolano a raccontare i fatti di cronaca più cruenti, quelli che sono diventati capisaldi della storia contemporanea. In primis la Guerra del Golfo sarà per lui motivo di tormento e dolore e sentirà la necessità di raccontarla nell’olio su tavola La guerra del Golfo del 1991. Più o meno dello stesso periodo è Dall’Apocalisse di San Giovanni, opera complessa e pregna di quel significato di lotta continua tra bene e male, in quegli anni metafora dello strazio dell’uomo e delle guerre che lo conducono alla distruzione della vita e della società. Al sorgere del nuovo millennio si rafforza sempre più questa tendenza a raccontare i fatti diventati pietre miliari della nostra epoca; è così per l’11 settembre. Nell’omonima tela viene raccontato il momento esatto dell’impatto contro la prima torre: il mondo com’era in quel preciso istante e un po’ prima.
“E in questa inedita mescolanza di genti e tradizioni, la sua arte sembra oggi un’acuta profezia per gli anni a venire. Il conflitto tra Occidente e Islam, con epicentro la distruzione delle Torri Gemelle di New York, è raccontato nell’immobilità metafisica dei personaggi, che osservano da Long Island l’accadere della tragedia a distanza […] Non c’è dramma né moto, in questi felici dipinti degli ultimi anni, ma un ordine geometrico, la contemplazione filosofica della realtà: nella stasi assoluta, magia da decifrare, teorema da risolvere. Sta in questo il vero miracolo della pittura di Sallustio: produrre delle immagini senza tempo, avvolte da un’aura d’incantamento, che, senza mai far ricorso alla cronaca, in questa forma sospesa denunciano ancor più le sempiterne storture del mondo.” (M. Nocca).
Come sottolinea Elisabetta Sgarbi, ““in Cosmo Sallustio l’energia artistica ha avuto il perimetro fisico delle mura domestiche. Almeno sin qui. […] Il pittore produce “visibilia”, è genuinamente esposto, proiettato fuori. E Cosmo, invece, era in casa. Non un atelier, ma una casa, coabitata dalla sua amata e inquieta famiglia, tutta al femminile. […] Tra i giochi delle figlie, le loro intimità, i loro segreti, dovevano sbucare gli occhi di un dipinto, di uno schizzo, di una china.”
La parola “musa” per Cosmo assume un significato molto particolare, non è solo quello di semplice fonte di ispirazione; le donne di cui lui si avvale sono quelle che più gli stanno vicino. L’unica opera in cui le donne di Cosmo non sono utilizzate solo come mero studio, è la grande tavola intitolata Mercatino rionale ristrutturato del 1999. Appaiono tutte, in una danza, un momento ludico e quasi onirico. È una rappresentazione ricca di simbologia ed esprime una conoscenza trasversale propria dell’artista, attraverso citazioni iconografiche, architettoniche e strutturali. “Le donne presenti, mai assenti, irrompono nella scena. Sono le Muse della casa, le muse dell’anima d’ogni uomo che ascolta il femminile nella sua dirompente matrice ancestrale. […] La Musa è la prima creatura che compare nel fare artistico. È a lei che si chiede di narrare. Il poeta, il pittore è l’aedo che si lascia possedere. Divinità del metro artistico, del bello e dell’ordine connesse ad Apollo.” (V. Ferranti).
Per Cosmo lo studio che precedeva l’opera era un momento molto importante, come testimoniano i numerosi disegni ad acquarello, china e tecnica mista esposti in mostra. “Nel disegno Sallustio costruisce il volume della figura padroneggiando la linea; nell’acquerello affida al colore l’incarico di costruzione della forma, riservando a pochi, sicuri tratti di pennino la definizione del contorno. Nelle sue matite colorate, sperimenta convincenti ritratti.” (M. Nocca).
La pittura per Cosmo è terreno fertile di studio, di indagine continua e mezzo con cui esprime il suo animo più profondo. Al sorgere degli anni Ottanta il suo ruolo di docente alla scuola secondaria, lo porta a intraprendere con i suoi studenti ricerche estetiche, tecnologiche e storiche più impegnate dal punto di vista scultoreo. La materia plastica è motivo di riflessione anche se, come attesta una lettera inviata al Prof. Francesco Sisinni, dichiara di essere stato forzato ad abbandonare la ricerca della scultura di zinco per mancanza di spazio.
“Cita lui stesso i suoi modelli: Arnolfo di Cambio, Manzù, Pericle Fazzini. E con un colpo di genio, lavorando nella sua cucina e con pochissime risorse realizza nel 1980 un visionario Cristo risorto, […] con materiali e tecnica sperimentali – lamiera di zinco saldata a stagno – che conferiscono alla figura una leggerezza aerea, e una luminosità rifrangente. Si sente qui l’ispirazione alla Resurrezione di Fazzini in aula Nervi voluta da Paolo VI (1977), con il Cristo, eterno simbolo di speranza per l’umanità, che risale dal cratere della bomba atomica di Hiroshima e Nagasaki.” (M. Nocca).













Note biografiche
Cosmo Sallustio nasce il 21 marzo del 1930, nella città pugliese di Molfetta, dall’unione di Maria Montaruli e Michele Sallustio, capo edile. Qui vive la sua infanzia e adolescenza, seguendo gli studi canonici fino al liceo classico, dove si diploma nel 1948. Dimostra da subito uno spiccato interesse per l’arte figurativa partecipando a vari concorsi. Nel 1955 presta sevizio militare, diventando Sottotenente, presso il circolo degli Ufficiali all’aeroporto di Amendola, svolgendo la mansione di meteorologo.
Dal 1958 si trasferisce definitivamente a Roma dove decide di prendere l’abilitazione per l’insegnamento, iscrivendosi al corso di Pittura presso il Liceo Artistico in via Ripetta. L’insegnamento diventerà la sua professione principale per oltre trent’anni.
In seguito si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma, dove consegue la laurea in Architettura nel 1971. Durante gli anni dell’università lavora anche come disegnatore, collaborando alla progettazione edilizia presso alcuni studi di architettura romani, tra i più noti quelli dell’architetto Marcello Piacentini e del prof. Saverio Muratori titolare della Cattedra di composizione presso la Facoltà di Architettura.
Tra il ‘60 e il ‘69 arricchisce ulteriormente l’esperienza professionale inserendosi nel settore della grafica pubblicitaria. In questa veste partecipa a vari concorsi, ricevendo svariati incarichi e l’approvazione di amici artisti, tra i quali Mino Maccari.
Durante gli esami di liceo artistico, nel 1961, a Roma, conosce Elsa Ceri, che diventerà sua moglie. Dall’unione nasceranno Saba, Monica e Fabiola. Le figure femminili che lo circondano nell’ambiente familiare diventeranno spesso spunto e modello della sua produzione artistica.
Appassionato ricercatore e progettista scrive numerosi studi relativi al restauro e al riassetto di centri urbani; progetta anche diverse abitazioni nella campagna pugliese, seguendo quel primario interesse, che connoterà anche la sua produzione pittorica, per lo spazio e la composizione dei volumi. Partecipa a concorsi ed esposizioni. Muore a Roma nel 2010.
“La sua è stata una lotta silenziosa contro l’omologazione, una vita di fatiche in cui rifiutò sempre di indossare quella “maschera” sociale — così ricorrente nelle sue tele — che costringe l’uomo a tradire sé stesso in cambio di una scaltra scalata al successo materiale.” (M. Sallustio).
INFORMAZIONI MOSTRA
Titolo: “Cosmo Sallustio. Magia della Realtà”
Sede: La Vaccheria, Via Giovanni L’Eltore 35, (00144) Roma
Periodo: 6 – 28 giugno 2026
Catalogo: Ceribelli Editore
Testi in catalogo di: Valentina Ferranti, Marco Nocca, Monica Sallustio, Elisabetta Sgarbi, Vittorio Sgarbi; schede tecniche di Francesca Bozza
Orario: da martedì a giovedì ore 9.00 – 13.00; da venerdì a domenica ore 9.00 – 19.00 (chiuso lunedì)
Ingresso libero
Per informazioni: tel. +39 392 0923625
Sito Artista: https://sallustiocosmo.it
Ufficio Stampa: Paola Saba, +39 338 4466199, paolasaba@paolasaba.it


