Curatore d'Arte
Saverio Marrocco le Farfalle della libertà euroexpoart vernice forlì Giorgio Bertozzi Neoartgallery

Le Farfalle della Libertà

L’installazione che  Saverio Marrocco presenterà nel prossimo EuroExpoArt, presso Vernice art fair di Forlì,  assume una chiara dimensione performativa, pur non affidandosi alla presenza fisica dell’artista né a un’azione temporale esplicita. La performance, in questo caso, si attiva nello spazio e nel tempo attraverso la relazione tra le farfalle, l’ambiente e lo spettatore.

Le farfalle metalliche, fissate alla parete ma visivamente leggere, appaiono sospese in un movimento continuo, come se il volo fosse appena iniziato o stesse per compiersi. La disposizione non segue una griglia rigida né una simmetria rassicurante: ogni elemento occupa lo spazio con una propria autonomia, generando una tensione dinamica che richiama l’idea di libertà come processo. È come se il volo fosse stato fermato solo per rendere visibile un atto di emancipazione in corso, mai concepito come uno stato definitivo.

Il colore gioca un ruolo performativo fondamentale. Le superfici cromatiche — rosso, giallo, verde, viola, blu — dialogano tra loro creando un ritmo visivo che accompagna lo sguardo e lo induce al movimento. Non esiste un punto di osservazione privilegiato: lo spettatore è chiamato a spostarsi, a seguire traiettorie immaginarie di volo, diventando parte attiva dell’opera. In questo senso, la performance si compie nel corpo di chi guarda.

A rafforzare ulteriormente questo coinvolgimento interviene la presenza di farfalle non colorate, caratterizzate da superfici a specchio. In esse lo spettatore si riflette e si riconosce come parte integrante dell’installazione. Il riflesso non è un semplice rimando estetico, ma un gesto simbolico: chi osserva viene incluso in questo volo collettivo di emancipazione e leggerezza, assumendo una responsabilità attiva all’interno del messaggio dell’opera.

La ripetizione del simbolo della farfalla, mai identica a sé stessa, introduce un ulteriore livello di lettura. Ogni elemento è singolare, ma inserito in una collettività visiva: una moltitudine di presenze che richiama le storie individuali delle donne, diverse tra loro ma accomunate dalla stessa necessità di libertà nella sicurezza. La performance non mette in scena un gesto eroico isolato, ma una resistenza diffusa, corale e condivisa.

L’uso del metallo, materiale duro e resistente, in contrasto con la forma delicata della farfalla, rafforza il valore politico dell’azione. La fragilità non viene negata, ma trasformata in struttura; il dolore non è nascosto, ma reso visibile e attraversabile. In questo senso, l’installazione performa un autentico atto di trasformazione: ciò che nasce come simbolo di ferita si evolve in dichiarazione di forza.

L’opera si completa nel tempo della fruizione. Il volo delle farfalle non è reale, ma evocato quale  libertà non è data, ma suggerita come possibilità. La performance di Marrocco non grida, non impone, non spettacolarizza: agisce in modo persistente e silenzioso, affidando allo spazio e allo sguardo dello spettatore la responsabilità di farla esistere. 

Giorgio Bertozzi Forlì Febbraio 2026

Le Farfalle della Libertà

installazione a parete di cm 400×400, EuroExpoArt 10^ edizione in Vernice art fair 27-28-29 Marzo 2026

 

Madre della Libertà

L’artista, da sempre, ama citare e riferirsi alla storia e alla produzione dei grandi maestri che lo hanno preceduto. Con la sua proposta, Saverio Marrocco presenta, in modalità esclusiva, originale e unica, un’opera scultorea da lui intitolata “Madre della Libertà”, che affonda la propria ragione comunicativa nel sottolineare il ruolo della donna quale guida delle conquiste sociali, attraverso due concetti fondamentali espressi nella lunga storia dell’arte.

Il primo concetto è quello contenuto in “La Libertà che guida il popolo”, il celebre dipinto di Eugène Delacroix che simboleggia la rivolta popolare e l’unità delle classi sociali nella riconquista della libertà. Al centro della composizione campeggia Marianne, allegoria della Francia e della Libertà, che brandisce la bandiera tricolore e guida la folla, incarnando il desiderio di emancipazione e la risolutezza del popolo nell’opporsi all’oppressore.

Il secondo riferimento affonda le radici nella civiltà greca, nelle rappresentazioni scultoree di Kouros e Kore. Il Kouros è un giovane uomo nudo, raffigurato in posizione eretta, con una gamba leggermente avanzata e le braccia lungo i fianchi, incarnazione dell’ideale di bellezza e forza maschile. La Kore, figura femminile corrispondente, è spesso rappresentata mentre offre un oggetto o regge la veste, simbolo dell’ideale di bellezza femminile e del ruolo di madre e moglie nella società greca.

La “Madre della Libertà” di Marrocco è una scultura metallica alta 180 cm, realizzata con circa 12.000 dadi in acciaio inox, saldati tra loro, per un peso complessivo di oltre 70 kg. I capelli sono ricavati da filamenti arricciati di acciaio, mentre la figura si presenta in completa nudità, come spesso avviene nella produzione classica.

Ai piedi spiccano, per colore e forma, eleganti scarpette femminili con tacco, realizzate in acciaio Corten dalle tonalità rossastre. Esse sono abbellite da farfalle, simbolo di rinascita dopo la metamorfosi e quindi di libertà, colore e leggerezza.

Il monumento sarà collocato su un tappeto di rose. La statua è rappresentata in posizione eretta, con la gamba destra leggermente avanzata — in contrapposizione alla gamba sinistra del Kouros maschile — scelta che rompe la rigidità della posa. La postura delle braccia e l’azione di trazione che spezza la catena in Corten rappresentano l’evoluzione della Kore: non più figura che regge un oggetto o la veste, ma protagonista di un atto di conquista sociale e culturale. La catena spezzata diventa così manifestazione evidente di libertà, così come lo è il tricolore per la Marianne di Delacroix.

Giorgio Bertozzi novembre 2025

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *